Intervista a Massimo Ansaldo

Massimo Ansaldo, giallista nato alla Spezia, autore del giallo ligure "Macerie", ambientato nel Golfo dei Poeti Intervistiamo oggi Massimo Ansaldo, che esordisce con Macerie (Leucotea Project 2014), giallo di ambientazione ligure. Nato a Varazze (Sv), Massimo Ansaldo vive alla Spezia. Esercita la professione di avvocato con studi a Genova e La Spezia.

Vuole parlarci del libro che ha appena pubblicato con l’editrice Leucotea, marchio Project?
Sì, volentieri e ringrazio per l’occasione che mi è data. Macerie è un romanzo di genere giallo/noir, ambientato nel Golfo dei Poeti, in particolare a Portovenere. Sono innamorato delle bellezze del Golfo e dovendo scrivere una storia dove sarebbe stata importante la presenza di un poeta mi è stato facile scegliere per Portovenere, luogo visitato e cantato da illustri poeti di diversi periodi storici. Arthur Rimbaud, l’autore cui mi riferisco, non è mai stato a Portovenere ma ho fatto in modo che nel romanzo fosse presente…

Com’è nata l’idea?
L’idea di Rimbaud è nata dalla lettura di Una Stagione all’Inferno, opera del poeta francese. La prima volta mi avventurai tra i suoi versi negli anni ottanta, poi lo ripresi un paio di anni fa e da lì si è sviluppata l’idea di collegare alcuni versi a una trama con elementi da thriller psicologico.

Quanto c’è di reale, nel suo romanzo, e quanto di virtuale?
Di reale, come detto, ci sono i luoghi, Portovenere, La Spezia e Genova dove si svolgono gli avvenimenti. Un’altra cosa è rappresentata dal desiderio di tutti i protagonisti di cercare un fattore di novità nella loro vita che possa renderla più vera. Un desiderio anche frainteso, frustrato e ridotto, ma sempre vivo.

Se potesse incontrare uno dei suoi personaggi, quale sarebbe e perché?
Li vorrei incontrare tutti, in fondo ti tengono compagnia per un bel po’ durante la stesura della loro storia e quindi li senti tuoi, anche se ti accorgi che poi vanno per la loro strada. Un giro in gozzo con Giovanni, visitare la casa del commissario, passeggiare con Giulia, mangiare da Rina…

Qual è un autore classico e uno contemporaneo che è necessario leggere oggi, e perché?
Fëdor Dostoevskij, tutti i romanzi e poi Giacomo Leopardi e Dante Alighieri.
Per i contemporanei è facile dimenticare qualcuno, ma se proprio devo rischiare direi Cormac McCarthy, Leonardo Sciascia e poi Stephen King.

Che cosa le piace fare nel tempo libero, al di là della scrittura?
Leggo e ascolto musica. E cerco di vivere i rapporti di amicizia chiedendomi sempre il senso e il significato che ha condividere la vita.Giallo ambientato a La Spezia, in Liguria

C’è stato un momento in cui ha pensato di abbandonare la scrittura del suo romanzo?
Mai pensato di abbandonare il mio tentativo di dare contenuto di romanzo alla storia che avevo in mente. Mi piace troppo vedere come prende forma e si sviluppa sotto i battiti delle mie dita… indipendentemente dal risultato… che saranno i lettori a dover giudicare!

Qual è il suo luogo preferito per scrivere a casa? E fuori di casa?
Il luogo preferito non esiste. La tecnologia permette di sceglierlo secondo le necessità, tablet e smartphone li porti dove vuoi…

Fa una scaletta, uno schema del suo romanzo, una sinossi prima della stesura? Come concilia l’aspetto pulsionale con quello razionale nella scrittura?
L’idea di fondo deve essere forte e rappresenta l’elemento razionale. A me è capitato poi di essere preso per mano dai personaggi che mi suggerivano, volta per volta, dove volevano che li portassi. O sarebbe meglio dire dove loro volevano portare me…

Prima e durante la scrittura segue abitudini particolari?
Decido di scrivere quando qualcosa mi suggerisce che è il momento di coltivare la mia passione. Non riesco a scrivere nel silenzio. Anche una televisione accesa, a basso volume, mi aiuta.

Ha altri libri nel cassetto o progetti in fase di stesura?
Sì, una storia che si sviluppa sempre in Liguria, ma questa volta i protagonisti volano parecchio anche all’estero.

Che cosa le piacerebbe lasciare impresso nella memoria dei suoi lettori?
Il mio umile tentativo di scrivere un romanzo, che la casa editrice Leucotea ha ritenuto di pubblicare, presuppone il desiderio di lasciare in eredità ai lettori alcune domande aperte che spero possano essere destate attraverso la piacevolezza della lettura. Con ironia naturalmente, un fattore che ritengo abbia sempre un valore salvifico…

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*
*
Website

+ 39 = 44